Hosting provider e contenuti dei siti ospitati

contenuto hosting   E’ successo qualcosa stimolo per confronto con un pubblico più vasto :

Durante un lavoro di manutenzione, l’area tecnica ha dovuto verificare il funzionamento del sito web http://adva.it , rendendosi evidente che il proprietario espone tutti i dettagli della sua separazione coniugale, rendendo visibili atti e fatti.

E’ un atteggiamento lecito? Come si dovrebbe comportare l’ hosting provider ?

Il sito è pubblicato da anni, nessuna segnalazione o richiesta è mai arrivata.

Al nostro interno sono scaturiti contrastanti pareri diversi, stimolo per confronto con un pubblico più vasto.

La nostra attività è l’affittare spazio per ospitare siti web, configurandone i prerequisiti necessari per il suo corretto funzionamento, compresi gli strumenti che rendono l’utente cliente in grado di pubblicare in modo autonomo e senza presidio o controllo, i contenuti che desidera. Senza essere nostro oggetto la produzione di pagine, ne una qualsiasi possibilità di verifica nel caricamento dei contenuti da pubblicare in web. Previo monitoraggio costante solo ed esclusivamente che l’operare d’utenti e siti non sia in danno del funzionamento tecnico del sistema stesso.

Storicamente gli operatori di registrazione dei nomi a dominio si sono trovati a confrontarsi per determinare l’approccio migliore d’applicare in questi casi. Nelle prime registrazioni dei domini, in parte gestita con la richiesta di registrazione da inviarsi controfirmata (via fax – registrazione asincrona), era possibile valutare ex ante (preventivamente) le possibili richieste che inducessero comportamenti al limite dell’illecito. Prassi che preventivamente rendeva evidente la registrazione di nomi a dominio per utilizzi che potevano lasciare adito a violazioni normative o mancato rispetto di valori condivisi e di tutele d’applicare.

Successivamente il mercato richiese a grande voce e sancì  (pure in ritardo e per ultimi l’Italia s’adeguò) l’introduzione del processo sincrono, dove il cliente/utente via web viene soddisfatto in tempo reale nella registrazione del dominio e rilascio dei servizi da utilizzare, senza controlli preventivi, se non nelle necessità di fornire i dati necessari per assolvere agli aspetti fiscali (nel nostro caso con un processo automatico e non presidiato, ne selettivo, di certificazione. Vedi http://notarok.it )

Tale procedere ha di fatto posto nella situazione che l’applicazione di misure restrittive alla pubblicazione in rete Internet , da parte dell’operatore di registrazione dei nomi a dominio e dell’hosting, può essere effettuata solo ex post (a posteriori) e ricevuta segnalazione da terzi, o obbligatoriamente da parte degli organi giudiziari preposti .

E’ implicito però che, come ogni buon cittadino, ogni operatore venuto a conoscenza di una possibile violazione, o su sollecitazione terza, si dovrebbe attivare per farne le dovute segnalazioni alle autorità giudiziarie. Tranne che sia fatto evidente e palese, la casistica varca la soglia dell’obbligo: entrando in quella della stima economica se convenga effettuarlo o procedere, riducendosi alla valutazione ai rischi di subirne sanzioni di carattere civile, o attivandosi solo se abbiano evidenza penale.

Nella quotidianità dei fatti, quindi, forniti i dati fiscali e pagato e rinnovato il dovuto, si ottiene la registrazione di qualsiasi richiesto nome a dominio e il relativo spazio web, di cui farne l’uso che si desideri. In completa autonomia e senza alcun altro controllo preventivo o successivo, adeguandosi all’atteggiamento diffuso e all’abitudine comune che: “ognuno a casa propria faccia ciò che vuole”, a patto che non crei danni di vicinato e convivenza condominiale, che non presupponga far deliberato danno a terzo, violino deliberatamente il codice penale o che organi preposti impongano diversamente.

Da qui si deduce facilmente che non esiste un buon provider o un altro meno, ma che esistono operatori che regolano ed adeguano polizze d’uso restrittive e controllanti solo tecnicamente finalizzante ad un buon funzionamento e convivenza condominiale, non di merito al contenuto pubblicato.

Un ultimo aspetto da valutare, per meglio esprimere il proprio contributo di riflessione in merito, si può ottenere leggendo argomenti correlati alla reticenza giustificata degli operatori al dover diventare delegati di verifiche e giudici eseguitivi in proprio (con tutti i consegui che parte del’opinione pubblica vengono periodicamente sollevati e suggeriti per un operato preventivo di controllo, o con disposizioni di legge in merito, ai contenuti in rete), vedi:

http://www.leggioggi.it/2011/11/07/caso-moncler-bene-ma-i-providers-non-sono-sceriffi/

http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralità_della_rete

http://www.corrierecomunicazioni.it/media/17847_diffamazione-per-testate-web-obbligo-di-rettifica.htm

E a questo punto ci piacerebbe avere il vostro parere :

Se un sito web pubblica tutti i dettagli di una separazione, rendendo visibili atti e fatti, lo ritenete un atteggiamento lecito?

– Quale comportamento suggerireste o vi aspettereste dall’ hosting provider ?