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Controlla il tuo sito web ovunque tu sia. #Googleanalytics per iOS

Google analytics iOS

 

Google ha annunciato che finalmente gli utilizzatori del proprio servizio di statistiche Google Analytics, possono consultarle anche da dispositivi mobili con iOS (iPhone e iPad) grazie al rilascio della nuova app dedicata.

L’app di Google Analytics era già presente da tempo per i dispositivi mobili con Android e ora anche gli utilizzatori della mela potranno utilizzare l’app. ufficiale. Per gli utilizzatori di smartphone con sistema operativo Windows phone, pur non essendoci ancora l’app ufficiale,  ci sono app di terze parti (oppure si può usare l’accesso web alle statistiche).

Conoscere cosa succede sul proprio sito è sempre stato importante ma lo è oggi ancora di più perchè questo è diventato il punto centrale di una presenza online più articolata, con diramazioni sui social network come Facebook e Google+, account su Twitter ed Intagram, canali su Youtube.

E se in questo momento state pensando “non riguarda me, io su quei social non ci sono”, sappiate che su quei social potreste esserci comunque, vi ci potrebbero aver portato i vostri clienti.

Proprio per questo sta diventando sempre più importante cercare di intercettare i segnali che possono arrivare dalla rete ad indicazione che da qualche parte sta succedendo qualcosa che ci riguarda.

Un flusso anomalo di visite provenienti da un social (magari da uno specifico link) ci può far capire di essere stati citati. Forse conviene verificare cosa hanno detto.

Un aumento di visite provenienti dai motori di ricerca ad un determinato prodotto? potrebbe essere il caso di controllare se qualche fatto gli ha dato particolare visibilità.

Se il monitoraggio della propria presenza online in generale è sicuramente impegnativo, sfruttare almeno i dati provenienti dalla piccola parte che possiamo gestire, il nostro sito, è indispensabile.

Google, consapevole da sempre di questo, ha persino modificato le sue statistiche prevedendo una sezione di analisi di quello che sta succedendo IN TEMPO REALE, cioè cosa sta succedendo sul vostro sito nell’esatto momento in cui voi state guardando le statistiche. Quindi se qualcuno sta visitando il sito, cosa sta guardando ecc.

E questo oggi è possibile farlo anche in mobilità. Non c’è più bisogno si tornare alla propria scrivania per fare questo lavoro.

La tempistica di Google è perfetta. Hanno rilasciato l’app appena prima che le persone vadano in ferie, così che possano continuare a controllare cosa succede anche in questo periodo.

Voi cosa pensate di fare? festeggiare per la disponibilità di un nuovo strumento o festeggiare perchè gli strumenti li lasciate a casa e staccate la spina?

 

Pagamenti con smartphone: il garante detta le regole per la privacy

smartphone payment

Il 16.06.2014 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la delibera 22.05.2014 n° 258 del Garante della Privacy, in cui vengono definite le tutele del cittadino che decida di effettuare acquisti di beni digitali tramite smartphone, tablet ecc. il cosidetto

mobile remote payment

L’obiettivo è sempre quello di proteggere il cittadino dall’abuso di utilizzo delle informazioni che è costretto a dare per effettuare le transazioni/operazioni necessarie ad acquistare quanto desiderato.

Infatti la delibera dice chiaramente che NON è necessario richiedere il consenso degli utenti per il trattamento dei dati relativi alla fornitura del servizio di remote mobile payment.

E’ una cosa data implicitamente in quanto se io voglio comprare qualcosa e per farlo serve il mio indirizzo mail è ovvio che ti autorizzo ad usarlo per inviarmi comunicazioni relative alla fornitura.

Il problema è cosa te ne fai dei miei dati DOPO che l’operazione di pagamento è stato effettuata e conclusa.

E infatti su quello il Garante chiarisce che:

Le varie informazioni dovranno essere conservate al massimo per 6 mesi ma l’indirizzo IP del’utente dovrà essere cancellato appena concluso l’acquisto del contenuto digitale.

Gli operatori dovranno adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a proteggere l’archiviazione e l’accesso dei dati memorizzati, tracciando, ad esempio, gli accessi dei dipendenti agli archivi.

I dati, in seguito, potranno essere utilizzati per attività di marketing , profilazione oppure ceduti a terzi se e solo se è stato rilasciato un esplicito consenso a questo uso, al momento della loro raccolta.

Inoltre è vietato, a meno di specifico consenso informato da parte del cliente, fare profilazione incrociata tra gli acquisti e le altre informazioni in possesso del venditore (ad esempio i consumi telefonici piuttosto che i servizi utilizzati).

La cosa interessante da notare in queste regole, che sono in linea con gli obblighi di legge in materia di Privacy riguardanti altri settori, che viene chiaramente indicato che l’Indirizzo IP è un dato personale e che, come tale, deve essere considerato alla stregua degli altri dati.

trasformare la propria idea in attività

man thinking idea

Ogni giorno c’è un’idea nuova che vuole trasformarsi in una iniziativa nuova, per diventare una attività nuova.

Idee buone e meno buone, valide e meno valide si confrontano con il mondo in cui dovranno crescere per capire se c’è spazio per loro oppure no.

Spesso proprio la capacità di confrontarsi con gli altri aiuta a prendere le migliori direzioni e a sfruttare i lati positivi della propria inizitiva, smussandone i lati negativi.

Aprirsi alle opportunità è tanto facile da capire quanto difficile da fare. Mettersi in discussione, farsi valutare per rischiare di scoprire che la fantastica idea che si aveva non è, in realtà, così fantastica, non è una cosa che si è sempre disposti a fare.

Per fortuna, con l’aumentare delle persone che vogliono sviluppare una propria idea, sono aumentate anche le occasioni e gli strumenti per testarne la bontà e l’interesse del pubblico.

Gli startup Weekend, (spesso ci siamo anche noi)  oppure gli incontri di una sera come StartuppaMi ti permettono di incontrare persone interessate alla tua idea, di verificarne l’interesse e, nel caso, ti aiutano a partire nella condizione migliore.

Se poi la tua idea deve prendere forma nel senso letterale del termine, cioè necessita di un prototipo fisico, che ti possa aiutare a far capire agli altri quello che è il tuo prodotto, allora ci sono, almeno nelle grandi città, i fablab dove, grazie a stampanti 3D e a tutto il materiale necessario, si potrà riuscire a trasformare i concetti in qualcosa di tangibile.

Quando questi passaggi hanno portato alla consapevolezza che la propria idea “SI PUO’ FARE” si arriva a scontrarsi con l’aspetto economico del progetto.

Prima di tutto è importante chiarire una cosa: se non sei disposto ad investire tu nella tua idea, non aspettarti che lo facciano altri.

Se però tu stai facendo il massimo e, molto probabilmente, non basta, allora ci sono alcuni approcci al problema di reperire fondi che ti possono essere utili:

Rivolgersi ai tuoi potenziali clienti

Se pensi che i tuoi potenziali clienti siano attirati dal prodotto e siano disposti a “scommetterci” puoi lanciare delle campagne di crowdsourcing oppure delle prenotazioni di acquisto che ti permetteranno di avere sia i fondi iniziali che un bacino di clienti già ottenuti. Ci sono ottime piattaforme di crowdsourcing e il tutto è abbastanza facile da attivare.

Rivolgersi agli investitori

Ci sono tanti fondi e business Angel che sono disposti ad investire in progetti validi che abbiano già passato il livello di “idea”. Sono più difficili da affrontare e richiedono un approccio più complesso, dato che la selezione da passare è notevole.

Rivolgersi ad altre imprese già attive

Se il tuo prodotto/servizio si integra o può affiancare un prodotto di un’altra azienda già esistente, potrebbe essere interessante proporsi e vedere se sono disposti ad investire con voi in modo da riuscire a crescere entrambi. Questo può inoltre ridurre le necessità economiche sfruttando le economie di scala, in quanto alcune spese, come ad esempio i costi per la parte amministrativa, di fatturazione ecc., potrebbero essere ridotti sfruttando quanto l’impresa esistente già ha. ( sull’argomento potrebbe interessarti leggere l’ebook “Adotta una startup“)

In conclusione, come avrete certamente capito leggendo sino a qui, trasformare la propria idea in una attività non è facile e non è veloce ma ci sono sempre più strumenti e opportunità per poterlo fare. I passaggi da superare sono molti e bisogna essere preparati ad affrontare il rischio che alcune volte non si riesca a passarli. Se però c’è impegno e convinzione, oggi ci sono anche gli strumenti che possono venire in aiuto.

A dimostrazione di questo potete leggere la storia di Intoino, startup che abbiamo avuto il piacere di incrociare nel nostro “vivere tra le idee”.

Ad ognuno la sua Pec

 

Pec

  L’indirizzo Pec iscritto al Registro Imprese
deve essere riferito in maniera esclusiva
ad un’unica impresa

 

E’ quello che ha decretato qualche giorno fa il Ministero dello Sviluppo Economico, con la sua lettera-circolare alle Camere di Commercio, mettendo un punto fermo ai dubbi.

Erano rimaste in effetti alcune zone d’ombra grazie alle quali alcune imprese iscritte hanno ritenuto opportuno o possibile depositare presso il Registro Imprese uno stesso indirizzo di posta certificata come riferimento o recapito elettronico di più aziende o attività imprenditoriali.

La circolare specifica ora, che nel caso in cui si rilevi l’iscrizione di un indirizzo PEC, di cui sia titolare una determinata impresa, sulla posizione di un’altra (o di più altre)” si dovrà procedere alla “cancellazione del dato in questione, previa intimazione, all’impresa interessata (o alle imprese interessate) a sostituire l’indirizzo registrato con un indirizzo di PEC <proprio>”, esclusivo.

 

L’importanza del deposito PEC

Come ormai tutti sapranno, la normativa vigente obbliga ogni impresa a depositare al proprio Registro Imprese anche un indirizzo di posta elettronica certificata, o PEC, che riveste carattere di ufficialità come recapito di quell’impresa, al pari di un indirizzo fisico, e che viene inserito e mantenuto in un elenco pubblico, l’INI-PEC, consultabile on line ed accessibile a qualunque amministrazione pubblica.

La Pubblica Ammministrazione, “compresa l’Autorità Giudiziaria e l’Amministrazione Finanziaria” può attingere l’indirizzo di quell’impresa ed utilizzarlo come canale preferenziale per qualsiasi comunicazione ufficiale di routine o di carattere amministrativo, notifica, multa, cartella esattoriale, ecc.

 

Ne consegue che quel recapito elettronico dell’impresa debba risultare univoco: ad ogni impresa la sua Pec

In caso un’impresa venga colta ad utilizzare l’indirizzo pec già depositato ed utilizzato da altri subirà d’ufficio la cancellazione dell’indirizzo di PEC, con conseguente applicazione della specifica sanzione. (Per visualizzare la Lettera-Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca qui…)

 

Qual’è la vostra situazione?

E’ possibile che non ricordiate quale indirizzo pec avete depositato o abbiate il dubbio di trovarvi nella situazione sopra descritta; se così fosse, potete immediatamente verificare proprio sull’INI-PEC quale risulta essere l’indirizzo PEC di riferimento per la Vostra impresa (clicca qui…).

Se vi accorgete di aver depositato lo stesso indirizzo Pec su più imprese, Vi consigliamo di dotarvi al più presto di un altro indirizzo e procedere al relativo deposito. Per tutte queste operazione rivolgetevi a CompraPec: trovate attivazione di un nuovo e specifico indirizzo pec per la vostra impresa (a partire da 4.95 + IVA), ma anche il servizio di deposito al Registro Imprese.

 

Imprese alle prese con la Pec: triste storia di ordinaria burocrazia

 

Da sempre sosteniamo che la PEC sia per le imprese un’opportunità e un comodo ed economico strumento per rendere tracciabili e sicure alcune comunicazioni importanti. Perché porti dei frutti, però, lo strumento PEC deve essere utilizzato in maniera adeguata, con una certa comprensione dei suoi risvolti e responsabilità.

 

In caso contrario può esserci un rovescio della medaglia piuttosto pericoloso e costoso,
come successo tempo fa ad un piccolo imprenditore fiorentino,
che si è visto addirittura togliere la licenza commerciale per un mal-uso della pec.

 

L’accaduto: piccolo imprenditore, titolare di un banco di fiori in piazza centrale di Firenze, ottemperando diligentemente alla norma che impone l’obbligo di pec alle imprese individuali, provvede ad attivare il proprio indirizzo email certificato e lo comunica alla Camera di Commercio (deposito PEC). Fin qui tutto bene, se non che si dimentica di avere la Pec, forse considerandolo solo un ulteriore odioso balzello, o forse perché non avvezzo all’uso di questi strumenti, insomma

la deposita ma poi non la legge!

E non legge quindi la notifica via pec che la pubblica amministrazione gli invia, comunicando l’importo della tassa per l’occupazione di suolo pubblico. E così per i successivi solleciti, fino all’ultimo atto, il ritiro della licenza.

 

Questo perché il deposito della Pec presso il Registro Imprese trasforma quell’indirizzo email PEC in un DOMICILIO ELETTRONICO, così che le comunicazioni importanti tra la Camera di Commercio ed organi ad essa collegati, non arriveranno più via posta, su carta, ma esclusivamente via PEC.

Un caso esemplare, di come uno strumento, se mal gestito o malamente usato, può essere enormemente dannoso.

 

Avere la Pec secondo le norme, non basta,
bisogna leggerla con regolarità.

Sfrutta i nuovi .tld per migliorare la tua presenza in rete

.company nuovo .tld

Leggendo il recente articolo sui nuovi .tld, pubblicato da uno dei nostri brand, Ancara, abbiamo avuto una specie di flashback.

La rete è il nostro core business e in rete ci siamo da tantissimo tempo. Prima fornendo principalmente hosting, lo facciamo dal 1996, e poi andando via via aumentando e integrando i nostri servizi.

Per questo motivo i domini che ci identificavano in rete sono man mano cresciuti e nel tempo abbiamo dovuto fare scelte che tendessero a rendere più chiara la nostra immagine.

Quando si è scelto di raggruppare le varie attività esistenti sotto il nome Servizi Internet, abbiamo registrato i relativi domini.
Abbiamo registrato serviziinternet.it ma la particolarità del nome creava le due i seguenziali e questo portava alcune volte a sbagliare il dominio. Inoltre era un dominio che non ci soddisfava del tutto. Dato che i nostri servizi erano transnazionali, proprio per il fatto di essere servizi in rete, l’estensione .it era riduttiva per rappresentarci.

I domini con estensione .com erano però già di altri e allora scegliemmo di attivare l’attuale dominio servizi-internet.eu. La presenza del trattino permetteva di evidenziare i due termini e l’estensione .eu dava un ambito più ampio ai nostri servizi.

Questo non ci ha impedito, nel tempo, di andare ad affinare ulteriormente i vari nomi con cui siamo presenti in rete, sempre con l’obiettivo di migliorarci. Abbiamo ad esempio registrato anche il dominio servizinternet.it, cioè quello senza le doppie i, andando ad intercettare anche chi poteva erroneamente usarlo.

Abbiamo protetto i nomi dei nostri brand con l’attivazione dei nomi a dominio sulle estensioni più importanti e abbiamo continuato a tenere monitorata la situazione, cercando di capire e sfruttare le opportunità che, nel tempo, si sono potute presentare.

Oggi, con la disponibilità dei nuovi .tld, abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, registrando il nostro nome a dominio anche con l’estensione .company.

Riteniamo che questa estensione ci rappresenti molto bene, rappresenti quello che siamo diventati negli anni e quello che è il valore del nostro lavoro. Siamo una gruppo di società che vogliono soddisfare le esigenze attuali e future per quanto riguarda i servizi internet.

Ah, se ve lo state chiedendo, sì! abbiamo registrato sia servizi-internet.company, che serviziinternet.company, che servizinternet.company 😀

Nuovi gTLD: luci ed ombre

Oggi REGISTRAILTUOMARCHIO.IT entra nel dettaglio su alcuni aspetti che riguardano l’uscita dei nuovi TLD che sta facendo parlare molto la rete. Alcuni dovuti chiarimenti.

Leggi l’articolo Nuovi gTLD: luci ed ombre freccia_link_red

 

 

NFC? Ma che cos’è?

Oggi su UnitedHost si parla di Tecnologia NFC, tecnologia a radiofrequenza che consente di far dialogare due dispositivi a breve distanza consentendo lo scambio di informazioni o effettuare pagamenti sicuri. Quali sono le possibili applicazioni e usi?

NFC? Ma che cos’è? freccia_link_red