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Cercasi Sistemista Linux Junior

Offerta di lavoro

Servizi Internet Srl (gruppo Planetel), azienda operante dal 1996 nel settore hosting, sta selezionando nuove risorse da inserire nella sede di Brescia, per ampliamento organico.

La figura ricercata è:  Sistemista Linux Junior

Sono richieste le seguenti competenze tecniche specifiche nell’ambito del networking e della sicurezza:

  • installazione e manutenzione di sistemi linux
  • buona conoscenza dei principali protocolli di rete ed applicativi
  • buona conoscenza delle principali problematiche di networking
  • buona conoscenza di aspetti operativi di sicurezza e firewall
  • sono gradite anche brevi esperienze maturate precedentemente in ambito sistemistico
  • gradita esperienza in programmazione php/mysql

Completano la figura:

  • buona conoscenza della lingua inglese scritta (non necessariamente parlata)
  • disponibilita servizio di reperibilità h24
  • buone capacità relazionali, attitudine al lavoro di gruppo e capacità di problem-solving
  • passione, positività e motivazione

Sede di Lavoro: Brescia

Inviate i Vostri profili a curriculum@planetel.it

Dopo l’aggiornamento OS X Yosemite hai perso le configurazione email?

In questi giorni molti affezionati Apple hanno provveduto all’aggiornamento del Sistema Operativo a A Yosemite; tra loro alcuni clienti ci hanno contattato per segnalare problemi nell’invio dei messaggi di posta con il servizio ForMail SMTP; il programma di posta dà errore nel connettersi al server SMTP, e la password non risulta più essere configurata nelle impostazioni dell’account.

 

Sembra che in seguito all’aggiornamento del sistema operativo di Apple al nuovo X Yosemite gli account SMTP di moltissimi operatori (forse tutti) improvvisamente smettano di funzionare.

 

Di certo, una prima cosa da fare è ricontrollare e reimpostare l’account di posta, inserendo le impostazioni corrette e necessarie a spedire; trovate QUI i dati di configurazione di ForMail SMTP.

 

Se ciò non fosse sufficiente, e vi accorgeste che i dati inseriti non vengono memorizzati, noi abbiamo testato una procedura che nel nostro caso ha risolto il problema:

– Cercare nella ricerca di MAC il software che gestisce il salvataggio password: Keychain
ricerca_keychain

 

 

 

 

 

 

 

 

– Una volta aperto cercare tutte le righe che riportano il nome smtp.majordomo.it e RIMUOVERLE
– Chiudere il software MAIL di MAC
– Riaprire il software MAIL di MAC
– Dare il consenso a tutte le eventuali richieste che appaiono sul programma di posta per il ripristino online degli account
– Re-inserire la password (che verrà automaticamente richiesta) per l’SMTP Majordomo

keychain_majordomo

 

 

 

 

 

 

 

 

E buona spedizione a tutti!

 

 

Agosto in Data Center

Dall’inizio dell’anno la nostra azienda ha cambiato assetto societario e ha cominciato, come spesso succede in situazioni del genere, a riorganizzarsi per seguire al meglio le nuove idee e i nuovi obiettivi.

La proprietà crede molto nelle potenzialità della struttura che ha acquisito e in quest’ottica ha deciso di intervenire su alcuni aspetti del nostro Data Center di Brescia, al fine di mantenerlo in linea con i migliori standard qualitativi.

Datacenter Brescia

Datacenter Brescia

Se infatti è nostro motivo di vanto l’essere attivi sul mercato dell’hosting dal 1996, è anche vero che questo ha comportato l’uso, nel tempo, di strutture che poi sono invecchiate e che quindi necessitavano di aggiornamenti.

Ad esempio erano ancora presenti armadi di dimensioni che una volta erano standard ed ora non lo sono più. Questo non influenzava la capacità funzionale del Data Center ma di certo una standardizzazione era opportuna.

Per questo e per altri motivi si è deciso di investire e, durante il periodo di agosto, sono stati fatti molti interventi che hanno elevato ancora di più le caretteristiche tecnico/funzionali del nostro Data Center.

I nostri tecnici hanno lavorato molto e l’impegno è stato notevole anche perchè tutto il lavoro è stato fatto senza creare nessuna interruzione ai servizi erogati.

Ora gli interventi fisici in Data Center sono conclusi e siamo veramente felici di poter avere a disposizione il risultato di questi lavori.

Sappiamo che gran parte del lavoro effettuato non è immediatamente visibile ai nostri clienti (anche se qualche novità in merito presto potrebbe esserci)  ma proprio per questo siano orgogliosi che sia stato fatto.  Perchè la nostra attenzione per il cliente è sempre massima, anche se lui non lo riesce a notare.

Se però qualcuno è curioso ed è interessato a visitare il nostro Data Center e a vedere personalmente quanto è stato fatto ci può contattare e organizziamo volentieri un incontro e una visita.

Oppure può guardare le fotografie dell’album “Lavori in Data Center estate 2014” sulla nostra pagina Facebook

 

Hosting provider e contenuti dei siti ospitati

contenuto hosting   E’ successo qualcosa stimolo per confronto con un pubblico più vasto :

Durante un lavoro di manutenzione, l’area tecnica ha dovuto verificare il funzionamento del sito web http://adva.it , rendendosi evidente che il proprietario espone tutti i dettagli della sua separazione coniugale, rendendo visibili atti e fatti.

E’ un atteggiamento lecito? Come si dovrebbe comportare l’ hosting provider ?

Il sito è pubblicato da anni, nessuna segnalazione o richiesta è mai arrivata.

Al nostro interno sono scaturiti contrastanti pareri diversi, stimolo per confronto con un pubblico più vasto.

La nostra attività è l’affittare spazio per ospitare siti web, configurandone i prerequisiti necessari per il suo corretto funzionamento, compresi gli strumenti che rendono l’utente cliente in grado di pubblicare in modo autonomo e senza presidio o controllo, i contenuti che desidera. Senza essere nostro oggetto la produzione di pagine, ne una qualsiasi possibilità di verifica nel caricamento dei contenuti da pubblicare in web. Previo monitoraggio costante solo ed esclusivamente che l’operare d’utenti e siti non sia in danno del funzionamento tecnico del sistema stesso.

Storicamente gli operatori di registrazione dei nomi a dominio si sono trovati a confrontarsi per determinare l’approccio migliore d’applicare in questi casi. Nelle prime registrazioni dei domini, in parte gestita con la richiesta di registrazione da inviarsi controfirmata (via fax – registrazione asincrona), era possibile valutare ex ante (preventivamente) le possibili richieste che inducessero comportamenti al limite dell’illecito. Prassi che preventivamente rendeva evidente la registrazione di nomi a dominio per utilizzi che potevano lasciare adito a violazioni normative o mancato rispetto di valori condivisi e di tutele d’applicare.

Successivamente il mercato richiese a grande voce e sancì  (pure in ritardo e per ultimi l’Italia s’adeguò) l’introduzione del processo sincrono, dove il cliente/utente via web viene soddisfatto in tempo reale nella registrazione del dominio e rilascio dei servizi da utilizzare, senza controlli preventivi, se non nelle necessità di fornire i dati necessari per assolvere agli aspetti fiscali (nel nostro caso con un processo automatico e non presidiato, ne selettivo, di certificazione. Vedi http://notarok.it )

Tale procedere ha di fatto posto nella situazione che l’applicazione di misure restrittive alla pubblicazione in rete Internet , da parte dell’operatore di registrazione dei nomi a dominio e dell’hosting, può essere effettuata solo ex post (a posteriori) e ricevuta segnalazione da terzi, o obbligatoriamente da parte degli organi giudiziari preposti .

E’ implicito però che, come ogni buon cittadino, ogni operatore venuto a conoscenza di una possibile violazione, o su sollecitazione terza, si dovrebbe attivare per farne le dovute segnalazioni alle autorità giudiziarie. Tranne che sia fatto evidente e palese, la casistica varca la soglia dell’obbligo: entrando in quella della stima economica se convenga effettuarlo o procedere, riducendosi alla valutazione ai rischi di subirne sanzioni di carattere civile, o attivandosi solo se abbiano evidenza penale.

Nella quotidianità dei fatti, quindi, forniti i dati fiscali e pagato e rinnovato il dovuto, si ottiene la registrazione di qualsiasi richiesto nome a dominio e il relativo spazio web, di cui farne l’uso che si desideri. In completa autonomia e senza alcun altro controllo preventivo o successivo, adeguandosi all’atteggiamento diffuso e all’abitudine comune che: “ognuno a casa propria faccia ciò che vuole”, a patto che non crei danni di vicinato e convivenza condominiale, che non presupponga far deliberato danno a terzo, violino deliberatamente il codice penale o che organi preposti impongano diversamente.

Da qui si deduce facilmente che non esiste un buon provider o un altro meno, ma che esistono operatori che regolano ed adeguano polizze d’uso restrittive e controllanti solo tecnicamente finalizzante ad un buon funzionamento e convivenza condominiale, non di merito al contenuto pubblicato.

Un ultimo aspetto da valutare, per meglio esprimere il proprio contributo di riflessione in merito, si può ottenere leggendo argomenti correlati alla reticenza giustificata degli operatori al dover diventare delegati di verifiche e giudici eseguitivi in proprio (con tutti i consegui che parte del’opinione pubblica vengono periodicamente sollevati e suggeriti per un operato preventivo di controllo, o con disposizioni di legge in merito, ai contenuti in rete), vedi:

http://www.leggioggi.it/2011/11/07/caso-moncler-bene-ma-i-providers-non-sono-sceriffi/

http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralità_della_rete

http://www.corrierecomunicazioni.it/media/17847_diffamazione-per-testate-web-obbligo-di-rettifica.htm

E a questo punto ci piacerebbe avere il vostro parere :

Se un sito web pubblica tutti i dettagli di una separazione, rendendo visibili atti e fatti, lo ritenete un atteggiamento lecito?

– Quale comportamento suggerireste o vi aspettereste dall’ hosting provider ? 

Le regole del buon vicinato

Oggi su UnitedHost parliamo delle Regole di Buon Vicinato, che non esistono solo nel mondo reale, ma sono da seguire per migliorare la convivenza anche nel mondo di internet, domini, housing e hosting. Quando si sceglie di acquistare un dominio con relativo spazio su un server condiviso è come andare a vivere in un condominio.

Le regole del buon vicinato freccia_link_red

Perché alcuni messaggi email inviati non arrivano a destinazione?

Impossibile che non via sia mai capitato il caso: avete spedito dei messaggi email e il vostro destinatario sostiene di non averli mai ricevuto. Non sempre sta mentendo 🙂

E’ possibile che il vostro messaggio sia stato bloccato perché riconosciuto come Spam.

Un messaggio viene riconosciuto come spam quando il server che lo riceve gli attribuisce un “punteggio di rischio” secondo paramenti standard. Quando ciò accade, il server Smtp che ha spedito il messaggio viene inserito in black-list, rendendo tutti i successivi messaggi identificabili come spam e rifiutati dai destinatari.

Quindi il vostro server SMTP ha fatto il suo dovere, cioè ha preso il carico il messaggio email e lo ha correttamente inviato; ma chi lo riceve, lo interpreta come “cattivo” e lo cestìna.

Ma non solo: il singolo messaggio di spam inviato da un singolo utente, potrebbe danneggiare tutti gli utenti che condividono lo stesso server Smtp, perchè “si presentano con lo stesso nome”.

Con ForMail Smtp gli utenti semplicemente non spediscono spam!

ForMail SMTP effettua il controllo antispam sui messaggi in uscita, PRIMA di spedirli: il “postino elettronico” si accorge che nel messaggio c’è spazzatura e non lo spedisce.

L’utente, ben riconoscibile poiché autenticato, viene avvisato e momentaneamente bloccato; a tutela di tutti coloro che condividono l’utilizzo del server SMTP, sicuri che messaggi puliti siano regolarmente inviati a destinazione.

Con le policy anti-spam di ForMail Smtp spedite sempre protetti e sicuri