CompraPec

Ad ognuno la sua Pec

 

Pec

  L’indirizzo Pec iscritto al Registro Imprese
deve essere riferito in maniera esclusiva
ad un’unica impresa

 

E’ quello che ha decretato qualche giorno fa il Ministero dello Sviluppo Economico, con la sua lettera-circolare alle Camere di Commercio, mettendo un punto fermo ai dubbi.

Erano rimaste in effetti alcune zone d’ombra grazie alle quali alcune imprese iscritte hanno ritenuto opportuno o possibile depositare presso il Registro Imprese uno stesso indirizzo di posta certificata come riferimento o recapito elettronico di più aziende o attività imprenditoriali.

La circolare specifica ora, che nel caso in cui si rilevi l’iscrizione di un indirizzo PEC, di cui sia titolare una determinata impresa, sulla posizione di un’altra (o di più altre)” si dovrà procedere alla “cancellazione del dato in questione, previa intimazione, all’impresa interessata (o alle imprese interessate) a sostituire l’indirizzo registrato con un indirizzo di PEC <proprio>”, esclusivo.

 

L’importanza del deposito PEC

Come ormai tutti sapranno, la normativa vigente obbliga ogni impresa a depositare al proprio Registro Imprese anche un indirizzo di posta elettronica certificata, o PEC, che riveste carattere di ufficialità come recapito di quell’impresa, al pari di un indirizzo fisico, e che viene inserito e mantenuto in un elenco pubblico, l’INI-PEC, consultabile on line ed accessibile a qualunque amministrazione pubblica.

La Pubblica Ammministrazione, “compresa l’Autorità Giudiziaria e l’Amministrazione Finanziaria” può attingere l’indirizzo di quell’impresa ed utilizzarlo come canale preferenziale per qualsiasi comunicazione ufficiale di routine o di carattere amministrativo, notifica, multa, cartella esattoriale, ecc.

 

Ne consegue che quel recapito elettronico dell’impresa debba risultare univoco: ad ogni impresa la sua Pec

In caso un’impresa venga colta ad utilizzare l’indirizzo pec già depositato ed utilizzato da altri subirà d’ufficio la cancellazione dell’indirizzo di PEC, con conseguente applicazione della specifica sanzione. (Per visualizzare la Lettera-Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, clicca qui…)

 

Qual’è la vostra situazione?

E’ possibile che non ricordiate quale indirizzo pec avete depositato o abbiate il dubbio di trovarvi nella situazione sopra descritta; se così fosse, potete immediatamente verificare proprio sull’INI-PEC quale risulta essere l’indirizzo PEC di riferimento per la Vostra impresa (clicca qui…).

Se vi accorgete di aver depositato lo stesso indirizzo Pec su più imprese, Vi consigliamo di dotarvi al più presto di un altro indirizzo e procedere al relativo deposito. Per tutte queste operazione rivolgetevi a CompraPec: trovate attivazione di un nuovo e specifico indirizzo pec per la vostra impresa (a partire da 4.95 + IVA), ma anche il servizio di deposito al Registro Imprese.

 

Imprese alle prese con la Pec: triste storia di ordinaria burocrazia

 

Da sempre sosteniamo che la PEC sia per le imprese un’opportunità e un comodo ed economico strumento per rendere tracciabili e sicure alcune comunicazioni importanti. Perché porti dei frutti, però, lo strumento PEC deve essere utilizzato in maniera adeguata, con una certa comprensione dei suoi risvolti e responsabilità.

 

In caso contrario può esserci un rovescio della medaglia piuttosto pericoloso e costoso,
come successo tempo fa ad un piccolo imprenditore fiorentino,
che si è visto addirittura togliere la licenza commerciale per un mal-uso della pec.

 

L’accaduto: piccolo imprenditore, titolare di un banco di fiori in piazza centrale di Firenze, ottemperando diligentemente alla norma che impone l’obbligo di pec alle imprese individuali, provvede ad attivare il proprio indirizzo email certificato e lo comunica alla Camera di Commercio (deposito PEC). Fin qui tutto bene, se non che si dimentica di avere la Pec, forse considerandolo solo un ulteriore odioso balzello, o forse perché non avvezzo all’uso di questi strumenti, insomma

la deposita ma poi non la legge!

E non legge quindi la notifica via pec che la pubblica amministrazione gli invia, comunicando l’importo della tassa per l’occupazione di suolo pubblico. E così per i successivi solleciti, fino all’ultimo atto, il ritiro della licenza.

 

Questo perché il deposito della Pec presso il Registro Imprese trasforma quell’indirizzo email PEC in un DOMICILIO ELETTRONICO, così che le comunicazioni importanti tra la Camera di Commercio ed organi ad essa collegati, non arriveranno più via posta, su carta, ma esclusivamente via PEC.

Un caso esemplare, di come uno strumento, se mal gestito o malamente usato, può essere enormemente dannoso.

 

Avere la Pec secondo le norme, non basta,
bisogna leggerla con regolarità.

Che cosa vuol dire “Depositare la PEC” ?

Riceviamo spesso domande simili perché gli utenti non sanno bene come porsi di fronte ad alcuni obblighi di legge e se e come sono tenuti a mettersi in regola.

Sgombriamo il campo da dubbi con alcune chiare indicazioni:

1. Che cos’è il Deposito?  E’ la comunicazione resa al Registro Imprese del proprio indirizzo pec, ovvero del proprio recapito email legale.

2. Chi è tenuto ad effettuare il deposito? Sono in obbligo di effettuare il deposito tutte le Imprese in forma Societaria, e tutti le ditte individuali o artigiane iscritte al Registro Imprese.

3. Come si deve procedere? Dipende dalla vostra dimestichezza con i computer e le procedure on line. In ogni caso, CompraPec è pronta ad aiutarvi a procedere al Deposito, basta richiederlo sul nostro sito (http://shop.comprapec.it). Per chi volesse capirci qualcosa in più è disponibile anche una specifica Guida, studiata appositamente per tutti i piccoli imprenditori poco digitali’.

Per qualsiasi ulteriore informazione o aiuto, potete scriverci a info@comprapec.it

PEC obbligatoria per le Imprese Individuali

E’ ufficiale, la PEC (Posta elettronica Certificata) diventa obbligatoria anche per le ditte individuali iscritte al Registro Imprese a partire dal 30/06/13.

Così il cerchio si chiude: in prima istanza l’obbligo era per la Pubblica Amministrazione, successivamente per le Imprese costituite in forma societaria e i Professionisti iscritti ad albi, ed oggi si conclude il ciclo con le Ditte Individuali.

Lo scopo dell’operazione, dal lato dell’Italia Digitale, è chiaramente quello di avere un recapito certo e indiscutibile, da potersi utilizzare nelle comunicazioni ufficiali tra il Registro Imprese e le aziende, che permetta di risparmiare sulle comunicazioni stesse (l’invio dell’email pec è operazione immediata e senza costi, quindi preferibile a mezzi postali standard) e che dia le medesime garanzie legali di consegna che la raccomandata postale oggi ci da.

I piccoli imprenditori di se stessi, le imprese familiari, le piccole attività dovranno quindi dotarsi di un indirizzo di posta certificata e depositarlo, cioè comunicarlo ufficialmente attraverso le apposite procedure, presso il Registro Imprese.

L’acquisto di un indirizzo Pec freccia_link_red in se’ ha dei costi minimi, poiché richiede una spesa a partire dai 4,95 +IVA. 

Si tratta di imparare a gestire uno strumento che potrebbe presentare difficoltà a chi non è pratico ne’ di posta elettronica, ne’ di computer, e che non sa come usufruirne. Ma, anche per questo gli strumenti ci sono, ne parleremo a breve in altro post.